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Il biofeedback termico
Attraverso il biofeedback termocutaneo è possibile misurare la temperatura cutanea periferica (delle dita della mano) e fornire al soggetto informazioni relative all’andamento di tale valore, cosicché egli possa controllarlo volontariamente. La rilevazione della temperatura viene effettuata mediante una piccola sonda posta a contatto della pelle. Ciò che si intende monitorare non è tanto il valore assoluto della temperatura, molto variabile da individuo a individuo, quanto le modificazioni della temperatura rispetto al valore iniziale della seduta di biofeedback. Il feedback può essere visivo o acustico o entrambi e spesso viene utilizzata una soglia prestabilita che quando viene superata comporta l’emissione di un segnale per il soggetto. Da un punto di vista fisiologico, il parametro che la persona modifica è il flusso sanguigno nel distretto circolatorio cutaneo, a sua volta condizionato dal livello di attivazione parasimpatico.
I primi lavori clinici che descrivevano l’utilizzo del feedback termocutaneo, sono di Sargent che lo utilizzò nella terapia dell’emicrania (Sargent et al., 1973) e di Surwit che lo utilizzò per la terapia del morbo di Reynaud. |
INTRODUZIONE AL NEUROFEEDBACK I principi fondamentali del Neurofeedback ed i suoi presupposti terapeutici.
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